«Grazie a tutti per avermi curato e ospitato»
Commovente cerimonia ieri all’Aeroclub per la bimba afghana ospitata a Bagnacavallo
COMMOVENTE e simpatica cerimonia ieri pomeriggio nei dell’Aeroclub Francesco Baracca a Villa San Martino per salutare Nazifa Nor Ahmed, la bimba afgana curata in Italia ora in procinto tornare nel suo Paese. La piccola di 8 anni, originaria di Cha Bol Bol, piccolo e sperduto villaggio sulle montagne a circa 80 km da Herat in Afghanistan, era arrivata in Italia nel luglio 2008 con un volo della nostra Aeronautica Militare per essere trasportata d’urgenza all’ospedale S.Orsola di Bologna per curare una grave forma di linfoma di Hodgkin. Ieri sorridente e finalmente guarita dopo un lungo percorso terapeutico, Nazifa, accompagnata dal responsabile della Protezione Civile della Bassa Romagna Roberto Faccani, è stata festeggiata dal presidente dell’Aeroclub Mauro Baldazzi, dal vicepresidente avvocato Giovanni Baracca e dai soci. La bambina ha ricevuto in dono alcuni giocattoli e il crest del sodalizio lughese in ricordo dei quasi due anni trascorsi in Emilia Romagna e dell’affetto delle persone che le sono state vicino nel lungo viaggio verso la guarigione.
«DA PARTE mia — ha detto Faccani che con la moglie ha accolto amorevolmente Nazifa in casa durante il periodo di cura — è come perdere una figlia e ormai conto i minuti che mancano al 3 marzo quando la bambina tornerà in Afghanistan. E’ una separazione dolorosa, ma dobbiamo riconsegnarla alla sua famiglia perché altrimenti sarebbe come rubarle l’identità: lei è felice in Italia, ma il suo dna naturalmente rimane afgano». Nazifa, che ha affrontato un percorso terapeutico debilitante con diversi ricoveri, cure di chemioterapia e interventi chirurgici, ieri era felicissima per tutte le attenzioni rivoltegli dai tanti amici dell’Aeroclub.
«LA MIA famiglia — ha detto nel suo perfetto italiano — mi aspetta a casa e presto la rivedrò. Da grande vorrei fare la modella oppure il medico o l’aviatore, ma ora che torno in Afghanistan dovrò obbedire ai miei genitori. Grazie di cuore a tutti per avermi accolto e curato». La piccola, che frequenta la prima elementare a Bagnacavallo dove si è subito distinta per la predisposizione per l’aritmetica, tornerà quindi tra poco dalla sua famiglia, composta da padre, madre e sei fratelli (2 maschi e 4 femmine) nel suo villaggio ancora privo di scuole. L’attende un lungo viaggio in cui sarà da accompagnata da Faccani, salirà su un ‘Boeing 767’ dell’Aeronautica militare che la porterà negli Emirati Arabi e di lì con un ‘C.130’ volerà poi in Afghanistan dove ad attenderla ci saranno i suoi familiari, felici di poterla riabbracciare.
«QUESTA operazione finalizzata ad aiutare una bambina affetta da una patologia molto grave e incurabile nel suo Paese — ha aggiunto Faccani — è stata resa possibile dalla sinergia tra il mondo civile e quello militare. In poco tempo, grazie alla sensibilità del Comando Isaf, del comando Nato di Bruxelles, del comando della Brigata Friuli e della Regione Emilia Romagna, siamo riusciti a portare Nazifa in Italia e a curarla. La piccola ha dimostrato una capacità di reazione grandissima grazie anche all’aiuto e al sostegno di tutte le persone che le sono state vicino in questi lunghi mesi e desidero ringraziarle tutte, a partire naturalmente dai medici del reparto di Oncologia pediatrica del S.Orsola. Azifa dovrebbe poi tornare in Italia la prossima estate per controlli medici, ma ora ci stiamo anche impegnando perché al più presto nel suo villaggio sorga una scuola che le possa assicurare anche nel suo Paese un futuro migliore».
Daniele Filippi

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